martedì 13 maggio 2008
Paraffina
I suoi principali impieghi sono nella fabbricazione di candele, lubrificanti, isolanti elettrici, per la patinatura della carta e per produrre cosmetici e gomme da masticare.
Anche grazie alla sua insolubilità in acqua, tale materiale viene utilizzato nel Surf: si stende sulla tavola da surf prima di entrare in acqua per far sì che il surfista non scivoli sulla superficie liscia della tavola stessa. Per questa applicazione esistono diverse marche che la producono con colori e odori a scelta.
Altra analoga applicazione, sempre in campo sportivo, sono alcuni tipi di scioline: sostanze che vengono applicate sul lato degli sci che poggia sulla neve per migliorarne le prestazioni. Pur essendo chiamate tutte scioline, i materiali utilizzati sono diversi a seconda che si parli di sci di discesa o sci di fondo. Nel primo caso, ove si cerca di aumentare le capacità di scivolamento degli sci, allo scopo di raggiungere velocità più elevate, si impiegano anche alcuni tipi di paraffine.
Proprietà chimico-fisiche
La paraffina raffinata è bianca, leggermente traslucida, insapore e inodore, untuosa al tatto. La sua purezza è indicata dal punto di fusione, che per le qualità correnti varia da 50 a 70 ºC. È sostanzialmente formata da idrocarburi saturi ad alto peso molecolare, detti paraffinici.
Scoperta verso il 1829 da Reichenbach nel catrame di legno, la paraffina esiste anche allo stato naturale.
La sua preparazione industriale costituisce attualmente parte del trattamento degli oli di petrolio, la cui deparaffinazione è un'operazione fondamentale. Negli oli lubrificanti sono presenti sia le n-paraffine, ad alto punto di fusione, sia le isoparaffine, a basso punto di fusione. Queste ultime sono note col nome commerciale di petrolato o paraffina microcristallina. Un tempo la deparaffinazione avveniva per refrigerazione e il petrolato era ottenuto per decantazione e la paraffina per filtrazione. I moderni impianti usano l'estrazione con solventi (propano, metiletilchetone, benzene, ecc.) nei quali paraffina e petrolato sono poco solubili. La separazione della paraffina dal petrolato avviene per refrigerazione.
Usi
La sua prima e più importante utilizzazione riguarda la fabbricazione delle candele: in tal caso viene addizionata di acido stearico, fino al 10%, per renderla meno fusibile. Per la sua insolubilità in acqua e la resistenza agli agenti chimici, trova impiego nella fabbricazione di imballaggi impermeabili, di cere per pavimenti e per mobili, di articoli da toletta, ecc., oltre che nella fabbricazione dei cerini, nell'industria tessile e in farmacia. Viene utilizzata anche nella lavorazione del formaggio tipico molisano e non solo: il caciocavallo. Appena realizzati, i caciocavalli vengono immersi in una bacinella d'acqua contenente paraffina che crea una sotile pellicina trasparente che li rende nel tempo protetti da muffa e umidità.
Cosmetica
La paraffina liquida (nome INCI: Paraffinum Liquidum, Petrolatum, e il suo derivato Cera Microcristallina) è molto usata nel settore cosmetico come agente filmante, dando la sensazione di levigatezza. Sebbene abbia una indiscussa azione antidisidratante, in virtù del suo potere filmante, essa occlude i pori della pelle, impedendone la corretta traspirazione.
lunedì 12 maggio 2008
venerdì 9 maggio 2008
Hits Of Sunshine (For Allen Ginsberg)
said goodbye
to my conflicted goddess
her lush eyes
show surprise
at how we could gather knowledge
the painting has a dream
where shadow breaks the scene
and the colors run off
blue is bashful
green is my goal
yellow girls are running backwards
until the nextime
with six hits of sunshine
the lights will blind up with blues in haiku
the shadow has a dream
where painters look to sea
the colors burn out
now i know where
i once saw you
stepping into muddy water
john’s reflection
decried perfection
now you walk him through the gardren
waiting in the wings
painters shade their dreams
with falling colors
see me wave good
bye forever
happiness the goddess lover
hurry back re
member last time
the hits of sunshine
the hits of goldmine
i’ll see you back tonite
where painters love the light
and yellow shadow girls
today i
say goodbye
to my complicious goddess
her hushed eyes
show surprise
and how we captured knowledge
i’ll see you back tonite
where shadows dream of light
let’s slip on outside
giovedì 8 maggio 2008
Grindhouse: A Prova di Morte

Che Tarantino nutrisse un amore spropositato verso i vecchi B-movie, o addirittura trash-movie, lo si era capito già da un po', ma fino ad ora si era sempre guardato bene dal dirigerne uno. E' stato necessario l'aiuto dell'amico Rodriguez, che gli ha proposto questo progetto strano e molto retrò che prende il nome di Grindhouse, per fargli compiere questo passo. E beh, che dire: poteva anche risparmiarselo.
Dopo Kill Bill (1-2) veder tornare alla regia Tarantino con questo filmucolo lascia un po' l'amaro in bocca, sia per come poteva impiegare meglio il suo tempo, che per la strana sensazione di una occasione mancata. L'unica nota positiva, o meglio: l'unica nota che eleva il film dal magma di tutti gli altri film mediocri, è la divisione della storia in due parti nette. Per il resto è semplice e normale routine: effetto vecchia pellicola nella prima parte, con leggere righe bianche che passano sullo schermo (carino), e passaggio secondo me senza senso dal colore al bianco e nero, per poi tornare al colore, nella seconda parte (irritante).
Gli attori giocano: Kurt Russel fa il bullo; Rosario Dawson fa la fighetta che pare essere passata di lì per caso; la sosia di Halle Berry capelluta fa la Halle Berry scazzata.
Piccolo nota a pié di pagina: autocitazionismo nella scena della stazione di servizio. Riconoscete la suoneria del cellulare di Rosario Dawson?
Giudizio: Tv
- Cinema ==> Da vedere assolutamente, correre al cinema
- Dvd ==> Da vedere, ma si può aspettare il noleggio
- Tv ==> Niente di esaltante, se proprio si deve vedere aspettare il passaggio in tv
- Passeggiata ==> Perdibilissimo. Andate pure a fare una passeggiata.. anche sotto la pioggia
mercoledì 7 maggio 2008
Istruzioni di Presunzione (Teoremi NN. 1, 28 e 131)
Ho notato che su questo pianeta bisogna fare un po' i gradassi se si vuole essere rispettati. Non lo dico con moralismo, anzi, secondo me uno che si mostra umile e sottomesso non ha nessun diritto di lamentarsi se viene considerato una nullità, in fondo è quello che vuole. La vita è talmente breve che non c'è tempo di farsi domande, è già tanto se uno riesce a capire se può essere utile portarsi nella bara lo spazzolino e la biancheria di cambio, figuriamoci se, di fronte a uno che si è appeso al collo un cartello con scritto "non valgo niente", ci si può fermare e chiedergli "scusa, è vero che non vali niente o sei solo molto modesto?", "forse non vuoi correre il rischio di deludermi?", "stai cercando di dirmi che in fondo nessuno vale niente?", "lo fai solo per non mettere in soggezione gli altri perché, in realtà, sei un genio?", eccetera, eccetera, eccetera. Naturalmente la risposta a tutte queste domande è una sola: "chi se ne frega". Non c'è tempo. Se uno ci tiene tanto a passare per una nullità, avrà le sue buone ragioni.
Quindi la prima fondamentale legge di ogni teoria sulla presunzione è questa:
N.1. Il mondo è dei presuntuosi e meno male.
Da ciò segue immediatamente un corollario di una certa importanza: se un mansueto è in una posizione di rilievo i casi sono due: o è un ipocrita o ha due tette enormi.
N.28. Il presuntuoso non si fa mettere i piedi in testa.
Scusa hai d'accendere?
Non si può fumare.
Certo...
È vietato.
Dimmi solo se hai d'accendere, il resto sono fatti miei.
Veramente il locale è mio.
Questo cesso?
Proprio.
Complimenti, hai d’acc --
Ora levati dalle palle.
Fei un baftavdo...
Fuori.
Fì.
Un errore comune è confondere il presuntuoso con lo spaccone. Entrambi hanno un'altissima stima di sé, ma mentre il primo la limita all'ambito intellettivo, il secondo la estende a quello fisico, con spiacevoli conseguenze per la propria salute. È stato calcolato che lo spaccone ha una vita media di circa trentadue anni, dopo di che decade in un presuntuoso più 36 particelle odontoiatriche.
N.131. Il presuntuoso ha sempre ragione.
Dimostrazione.
Immaginiamo un'ipotetica conversazione fra un presuntuoso (PRE) e un pusillanime (PUS) e supponiamo per assurdo che il presuntuoso abbia torto. PUS cercherà gentilmente di far emergere le contraddizioni di PRE con sottili perifrasi, elaborati eufemismi, similitudini di similitudini di similitudini e riempiendogli generosamente il bicchiere nella speranza di ottenere la sua benevolenza. Ora, poiché i presuntuosi reggono l'alcool benissimo (teorema N. 61), PUS si sbronzerà, mentre PRE cambierà discorso inopinatamente e capziosamente più e più volte finché giungerà ad affermare: "Hegel non sapeva sciare", verità incontrovertibile e mai confutata nemmeno dal diretto interessato.
Con questo si conclude la dimostrazione, poiché il caso di un dialogo fra due presuntuosi è vietato in natura.
L'originale si trova qua: http://comablog.splinder.com/
martedì 6 maggio 2008
Invidiosa Luna

Ed era proprio questo a terrorizzarmi. Pensare a quei momenti di assoluta consapevolezza, in cui sapevamo che la barca stava andando a fondo, perché lo leggevamo l’uno nel volto dell’altro. Come sarebbe stata quella paura? Tangibile, come un pugno sul visto? O più pacata… quel genere di paura che ci avrebbe messi in ginocchio?
Non lo dissi mai a nessuno, ma era per questo motivo che pensavo che morire sarebbe stata la parte più facile. Chiudevi semplicemente gli occhi, e andavi a dormire.
E, sulla sedia del capitano, mentre fissavo le stelle, mi chiesi perché mai lo facessimo, perché accettassimo di correre un rischio simile. Ma la risposta già la conoscevo. Lo facevamo perché eravamo nati per questo. Perché era l’unico lavoro che sapessimo fare. Perché in esso si celava una semplice verità, che difficilmente si trova in questa vita. Eravamo uomini che uccidevano pesci. Non era nulla di più complicato. E, quando ci pensi in questi termini, riesci a comprendere il senso di libertà che deriva dal nostro mestiere. La libertà di conoscere la tua posizione, di vedere la tua relazione con le cose.
Pronunciai il suo nome a voce alta, perché volevo sentirlo rotolare sulla lingua.
Restammo lì seduti, in silenzio. Poco dopo, Hannah si alzò, prese i piatti e li portò dentro. Io volsi lo sguardo verso il punto in cui il sole cominciava la sua discesa. Il tramonto sarebbe stato magnifico. Il cielo si stava già tingendo di un rosso profondo. Alla mia sinistra c’era la luna, poco più di una traccia ai margini di tutto.
Poi, quando ebbi esaurito i miei aneddoti, Hannah mi disse dolcemente: “Puoi baciarmi, se vuoi.”
Un’altra giornata di sole in una sfilza di giornate di sole.
Era una bella giornata, e avevo il sole e l’acqua per nuotare. Se mi andava, potevo pescare. Non avevo bisogno di fare nulla. Così, pensai, questo è l’amore. Perché avevo il sole e l’acqua e tutto il tempo che l’estate poteva concedermi, e non volevo nessuna di queste cose. Tutto quello che desideravo era Hannah.
Poi Hannah emerse dall’ombra: era in piedi, accanto al punto in cui ero seduto, ma non la guardai. Sentii il cuore diventare più leggero, ma non volevo che lo vedesse, così continuai a osservare la marea.
“Mi dispiace.” Disse.
“Siediti.”
Si mise accanto a me, le gambe incrociate come un’indiana. “Tu non mi metti in imbarazzo.”
“No?”
“No.”
“Non ti credo.”
“Quelle ragazze non sono amiche mie.”
“Non m’importa.”
“La città è piccola, e non mi va che la gente sappia quello che faccio.”
“Non sarei dovuto venire, tutto qui.”
“Mi dispiace.” Ripeté.
“È tutto ok.” E dicevo sul serio. Adesso ero solo felice. Hannah era venuta a cercarmi. Per la prima volta, non ero io a correrle dietro.
Probabilmente tutti noi raggiungiamo un punto, nella nostra vita, in cui la memoria rappresenta tutto ciò a cui possiamo aggrapparci. In un certo senso smettiamo di vivere, tranne che nella nostra mente.
Rotolò lontano da me, perché non potessi vederla in faccia, e io riportai il mio sguardo verso la finestra; adesso, le gocce di pioggia sembravano barre d’argento.
La verità è che, talvolta, abbiamo bisogno che un’altra persona ci insegni a essere vivi.
Mi viene voglia di rispondergli: mi dica qualcosa che non so già. Ma non lo faccio. A che scopo? Abbiamo già avuto di queste discussioni, riguardo alla verità. Il dottor Mitchell pensa che sia un concetto assoluto: una cosa o è vera, o non lo è. Io gli dico che sarebbe bello se il mondo fosse così semplice, ma so che è un’illusione. Spesso, la verità è una questione di prospettiva. È possibile che io, dalla mia posizione, veda le cose in modo diverso da come le vede lui, dalla sua. E questo non rende la mia visione e la mia comprensione della realtà meno valide. Solo differenti.
Avrei voluto dire molto di più. Non avevamo mai litigato, prima. Mai veramente, come adesso. Non volevo che cambiasse nulla, tra noi. C’erano già tante cose nel mondo, fuori da quella stanza, che cospiravano per tenerci lontano, ventiquattr’ore su ventiquattro.
Qualche volta è più semplice smettere di combattere.
lunedì 5 maggio 2008
Aprile 2008

"Fuggiremo il riposo
fuggiremo il sonno
supereremo in velocità l'alba e la primavera
e prepareremo giorni e stagioni a misura dei nostri sogni."
Paul Eluard





