Yeah right from the start you had me hooked
And I knew I was falling
And sure you had me sussed
You worked me out
You took me right out no doubt
Call me a lawyer
I want to micro manage
I need a hit man
Get me the operator
Call me a doctor
I cannot lose control
There must be someone
A robot, a terminator?
He got me eye balled
He got me tied down
He got me roller coaster
Help me man down
Don't wanna talk about it
I know a lot about it
He got me on the ropes and I don't like it
You might be the one, the one for me
You might be the one, the one for me
You might be the one for me
You might be
The one
You know what I want
You see me sweat and lose all confidence
And you, you mess me up
I'm back to front
You know I want you don't you?
Call me a lawyer
I want to micro manage
I need a hit man
Get me the operator
Call me a doctor, I cannot lose control
There must be someone
A robot, a terminator?
He got me eye balled
He got me tied down
He got me roller coaster
Help me man down
Don't wanna talk about it
I know a lot about it
He got me on the ropes and I don't like it
You might be the one, the one for me
You might be the one, the one for me
You might be the one for me
You might be
The one
Call me a lawyer
I want to micro manage
I need a hit man
Get me the operator
Call me a doctor, I cannot lose control
There must be someone
A robot, a terminator?
He got me eye balled
He got me tied down
He got me roller coaster
Help me man down
Don't wanna talk about it
I know a lot about it
He got me on the ropes and I don't like it
You might be the one, the one for me
You might be the one, the one for me
You might be the one for me
You might be
The one
The one
Performed by Garbage
venerdì 10 agosto 2012
mercoledì 8 agosto 2012
The Amazing Spider-Man
La questione pare essere tutta qui: quanto questo The Amazing Spider-Man di Marc Webb è diverso da Spider-Man di Sam Raimi? La risposta potrebbe essere tanto e poco. Tanto perché questo nuovo film dell’arrampicamuri ha una profondità più acuta, nonostante il personaggio sia più giovane; poco perché in fin dei conti si tratta pur sempre di un film di origini e pure alcune soluzioni sono state riprese dal film del 2002.
Per valutare il film bisogna però astenersi dal fare certi tipi di paragoni e cercare di vederlo dimenticandosi di aver visto l’uomo ragno di Tobey Maguire. Se si affronta la pellicola in questo modo, il film risulta gradevole e pure divertente in alcune sue parti. Ciò che stona sono alcuni dettagli che potrebbero non tornare molto, ovvero: gli zii che restano piuttosto nell’ombra, la mancanza totale dell’iconico personaggio del direttore del Daily Buble (e anche dello stesso quotidiano c’è solo una citazione visiva), le motivazioni trite e ritrite del cattivo. In più c’è un particolare che non può che fare arrabbiare, ovvero la pubblicità con la quale era stato presentato questo nuovo adattamento: la storia mai raccontata. Da un certo punto di vista può essere vero, perché qui ci sono molto più genitori di quanto non ci fossero stati prima (o che almeno io sappia) ma alla fin fine, stringi stringi, almeno in questo primo episodio (perché tanto si parla già di sequel) di cose straordinarie mai sapute, non ce n’è neppure l’ombra.
Buono Garfield nei panni di Peter Parker, e anche Emma Stone con i suoi occhioni belli (soprattutto in una scena) non è da meno. Insieme però non mi hanno fatto gridare alla tanto decanta chimica che pare tutti vedano.
È un film costruito per introdurre. Costruito e smontato e poi ricostruito. Staremo a vedere i prossimi episodi.
Per valutare il film bisogna però astenersi dal fare certi tipi di paragoni e cercare di vederlo dimenticandosi di aver visto l’uomo ragno di Tobey Maguire. Se si affronta la pellicola in questo modo, il film risulta gradevole e pure divertente in alcune sue parti. Ciò che stona sono alcuni dettagli che potrebbero non tornare molto, ovvero: gli zii che restano piuttosto nell’ombra, la mancanza totale dell’iconico personaggio del direttore del Daily Buble (e anche dello stesso quotidiano c’è solo una citazione visiva), le motivazioni trite e ritrite del cattivo. In più c’è un particolare che non può che fare arrabbiare, ovvero la pubblicità con la quale era stato presentato questo nuovo adattamento: la storia mai raccontata. Da un certo punto di vista può essere vero, perché qui ci sono molto più genitori di quanto non ci fossero stati prima (o che almeno io sappia) ma alla fin fine, stringi stringi, almeno in questo primo episodio (perché tanto si parla già di sequel) di cose straordinarie mai sapute, non ce n’è neppure l’ombra.
Buono Garfield nei panni di Peter Parker, e anche Emma Stone con i suoi occhioni belli (soprattutto in una scena) non è da meno. Insieme però non mi hanno fatto gridare alla tanto decanta chimica che pare tutti vedano.
È un film costruito per introdurre. Costruito e smontato e poi ricostruito. Staremo a vedere i prossimi episodi.
lunedì 6 agosto 2012
Luglio 2012
"Confessare, anche a se stessi, i propri desideri - quelli veri - è
pericoloso. Se sono realizzabili, e spesso lo sono, dichiararli ti
mette di fronte alla paura di provarci. E dunque alla tua vigliaccheria.
Allora preferisci non pensarci, o pensare che hai desideri impossibili,
e che è da adulti non pensare alle cose impossibili."
Gianrico Carofiglio
Gianrico Carofiglio
venerdì 3 agosto 2012
I volantini di Scientology
Tre milioni di persone
dichiarano di non fidarsi del sesso sicuro
mi chiedo che cosa ci sia
di sicuro in un gesto di cui spesso ci pentiamo
Tre milioni di ragazzi
ammettono di fare uso di droghe leggere
non vedo che male ci sia
in fondo anche Obama dichiara
che si è fatto una canna respirando
Ma noi che siamo solo in due
come le parti di una mela
non crediamo sui giornali
non ci invitano ai rave
Ma noi che siamo piu’ normali
anche quest’anno diremo no
ai volantini di Scientology
che regalano in via Torino
Tre milioni di persone
consumano un mese di vita
fra le code dei nuovi I-phone
hanno piu’ o meno trent’anni
e probabilmente hanno a casa un libro di Saviano
Tre milioni di ragazze dimagriscono
non sempre per colpa di photoshop
hanno soltanto vent’anni
e pochissime non sogneranno
il titolo di Amici
Ma noi che siamo solo in due
come le parti di un discorso
non viviamo sui giornali
non ci invitano ai rave
Ma noi che siamo piu’ normali
anche quest’anno diremo no
ai volantini di Scientology
che colorano via Torino
Performed by Amor Fou
dichiarano di non fidarsi del sesso sicuro
mi chiedo che cosa ci sia
di sicuro in un gesto di cui spesso ci pentiamo
Tre milioni di ragazzi
ammettono di fare uso di droghe leggere
non vedo che male ci sia
in fondo anche Obama dichiara
che si è fatto una canna respirando
Ma noi che siamo solo in due
come le parti di una mela
non crediamo sui giornali
non ci invitano ai rave
Ma noi che siamo piu’ normali
anche quest’anno diremo no
ai volantini di Scientology
che regalano in via Torino
Tre milioni di persone
consumano un mese di vita
fra le code dei nuovi I-phone
hanno piu’ o meno trent’anni
e probabilmente hanno a casa un libro di Saviano
Tre milioni di ragazze dimagriscono
non sempre per colpa di photoshop
hanno soltanto vent’anni
e pochissime non sogneranno
il titolo di Amici
Ma noi che siamo solo in due
come le parti di un discorso
non viviamo sui giornali
non ci invitano ai rave
Ma noi che siamo piu’ normali
anche quest’anno diremo no
ai volantini di Scientology
che colorano via Torino
Performed by Amor Fou
mercoledì 1 agosto 2012
La cosa
La cosa, non di Carpenter ma di Matthijs van Heijningen Jr. Già il fatto di chiamare un film con lo stesso titolo di un altro mette confusione. Ti aspetti un remake e lo guardi con questi occhi, ovvero gli occhi da remake, attenti a cogliere le differenti scelte registiche e le lieve modifiche di sceneggiatura. Arrivato però a quasi metà pellicola le differenze tra l’originale e quello che stavo vedendo mi sembravano assai numerose. Non mi ricordavo, così come tuttora non mi ricordo, il film di Carpenter, datato 1982, ma avevo la sensazione che i due film non fossero proprio queste due gocce d’acqua. All’inizio davo la colpa alla tecnologia, assente nell’anno del mundial e presente invece qui. Gli effetti speciali qui danno la possibilità di inserire un’intera astronave aliena, che mi pareva non vi fosse traccia nell’originale, quindi il buon vecchio sconosciuto Matthijs van Heijningen Jr. doveva aver intrapreso un’altra strada rispetto a Carpenter. Poi alla fine arrivi ai titoli di coda, tra l’altro inspiegabilmente interrotti qua e là dalle ultime scene, e ti rendi conto di non aver visto un remake quanto piuttosto un prequel. Ecco cosa ti lascia questo nuovo La cosa la liberazione di avere capito che fosse un prequel. Per il resto un fantahorror nella norma che avrebbe potuto indagare maggiormente alcuni aspetti che invece vengono lasciati da parte o talvolta bellamente ignorati.
venerdì 20 luglio 2012
Una vita violenta
Mi serve continuare
a confidare tu abbia
almeno diciotto anni
e una vita violenta
Ti voglio cullare cullare
su due piccole labbra
che non credono al mercato
né alle sue torbidissime comete
Se vuoi sarà piu’ facile sedere sotto i platani
già verdi della nostra gioventu’
e non sentirci liberi di essere felici solo quando
qualcuno ci spoglia, qualcuno ci chiama
Mi serve continuare
a confidare tu abbia
letto i libri sbagliati
per poi copiarne il male
dipingendo sui muri
parole molto cattive
che non credono al mercato
né alle sue torbidissime sorelle
Se vuoi sarà piu’ facile sedere sotto i platani
già verdi della nostra gioventu’
e non sentirci liberi di essere felici solo quando
qualcuno ci spoglia, qualcuno ci chiama
Performed by Amor Fou
a confidare tu abbia
almeno diciotto anni
e una vita violenta
Ti voglio cullare cullare
su due piccole labbra
che non credono al mercato
né alle sue torbidissime comete
Se vuoi sarà piu’ facile sedere sotto i platani
già verdi della nostra gioventu’
e non sentirci liberi di essere felici solo quando
qualcuno ci spoglia, qualcuno ci chiama
Mi serve continuare
a confidare tu abbia
letto i libri sbagliati
per poi copiarne il male
dipingendo sui muri
parole molto cattive
che non credono al mercato
né alle sue torbidissime sorelle
Se vuoi sarà piu’ facile sedere sotto i platani
già verdi della nostra gioventu’
e non sentirci liberi di essere felici solo quando
qualcuno ci spoglia, qualcuno ci chiama
Performed by Amor Fou
mercoledì 18 luglio 2012
Hesher è stato qui
Cosa succede quando un personaggio come Hesher capita in una famiglia straziata da un lutto? Succede che i suoi atteggiamenti soprasoprasopra (molto sopra) le righe passano del tutto inosservati da chi quella famiglia la dovrebbe guidare, leggasi: padre. In un completo stato catatonico l’unico genitore rimasto al piccolo protagonista sopporta la presenza in casa dell’estraneo senza troppa fatica, quando invece lui, il bambino, deve fare i conti non solo con la personalità straripante ma soffusa di Hesher, ma anche con il classico bullo di scuola, la prima cotta per una ragazza che lavora alle casse di un supermercato, il diventare grande o almeno entrare nella tanto tormentata adolescenza, e pure, come se non bastasse, cercare di capire, digerire, e superare un lutto che lo ha catapultato improvvisamente in un mondo senza più una madre e con un fantasma di padre.
La soluzione di tutti questi conflitti, esteriori e interiori, non sarà certo indolore, sia per il protagonista che per gli altri personaggi, anche quelli secondari. Si arriverà alla fine ad accettare le stravaganze eccessive di un capelluto Joseph Gordon-Levitt, così come l’imbruttimento (ma non eccessivo) di Natalie Portman, qui in veste anche di coproduttore, proprio al momento in cui questo alla fine scompare, ponendo fine al film.
Non conosco gli scopi iniziali della pellicola, ma da un certo punto di vista, da quando entra in scena Hesher, la storia perde un po’ la bussola e non focalizza più quanto si era preposto all’inizio. Di tanto in tanto torna sui suoi passi, per cercare di raccapezzare un po’ il tutto, di riprendere il filo della narrazione, ma poggia totalmente il suo peso, in modo volontario, sulle spalle del personaggio di Joseph Gordon-Levitt, che a causa del suo eccessivo grassettamento (in senso di bold, ovvero: Hesher) fa scomparire tutto il resto, senza però offrirne delle vere e proprie fondamenta o background. Hesher vive in uno spaziotempo limitato, non ha un futuro in quanto il film finisce proprio quando lui se ne va, ma non ha neppure un passato. Ha solo un confuso, in quanto azioni, presente.
Un film disordinato, scapestrato e imprevedibile quanto il suo coprotagonista, che alla fine non sa bene dove vuole andare. A finire.
La soluzione di tutti questi conflitti, esteriori e interiori, non sarà certo indolore, sia per il protagonista che per gli altri personaggi, anche quelli secondari. Si arriverà alla fine ad accettare le stravaganze eccessive di un capelluto Joseph Gordon-Levitt, così come l’imbruttimento (ma non eccessivo) di Natalie Portman, qui in veste anche di coproduttore, proprio al momento in cui questo alla fine scompare, ponendo fine al film.
Non conosco gli scopi iniziali della pellicola, ma da un certo punto di vista, da quando entra in scena Hesher, la storia perde un po’ la bussola e non focalizza più quanto si era preposto all’inizio. Di tanto in tanto torna sui suoi passi, per cercare di raccapezzare un po’ il tutto, di riprendere il filo della narrazione, ma poggia totalmente il suo peso, in modo volontario, sulle spalle del personaggio di Joseph Gordon-Levitt, che a causa del suo eccessivo grassettamento (in senso di bold, ovvero: Hesher) fa scomparire tutto il resto, senza però offrirne delle vere e proprie fondamenta o background. Hesher vive in uno spaziotempo limitato, non ha un futuro in quanto il film finisce proprio quando lui se ne va, ma non ha neppure un passato. Ha solo un confuso, in quanto azioni, presente.
Un film disordinato, scapestrato e imprevedibile quanto il suo coprotagonista, che alla fine non sa bene dove vuole andare. A finire.
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