venerdì 17 maggio 2013

Autostrade umane

Insegnami a parlare con la bocca e con il cuore
Insegnami a giocare con la palla sotto casa
Insegnami a guardare le persone senza indicare
Insegnami ad ascoltare i silenzi prolungati
Insegnami a godere le paure
Insegnami a mangiare le verdure che fanno bene
Sì come comunicare
Vorrei accertare che
Siamo uomini non tanto per il fatto che si muore
Ma perchè usiamo le parole
Per comunicare
Faremo in modo che
Le parole siano ponti da lanciare che collegano autostrade
Milioni di autostrade umane
Insegnami a morire
Insegnami a gioire
Insegnami a rischiare su quelle cose
Che fanno bene
Sì come comunicare
Vorrei accertare che
Siamo uomini non tanto per il fatto che si muore
Ma perchè usiamo le parole
Per comunicare
Faremo in modo che
Le parole siano ponti da lanciare che collegano autostrade
Milioni di autostrade umane

Performed by Thegiornalisti

lunedì 13 maggio 2013

L'esatta sequenza dei gesti

Più riguardo a L'esatta sequenza dei gesti

Elisa ha un cespuglio infuocato di capelli rossi, gli occhi verdi e una pelle bianchissima segnata da milioni di efelidi: una mappa attraverso la quale Ascanio vorrebbe tanto farsi strada.

Una scatola è vuota se è piena di cose che non servono?

Nove mesi di lenta, lentissima costruzione di una vita, così, dal nulla capelli, ossa, nervi, sangue, coscienza.
“Credo che i nove mesi servano più che altro a creare il genitore” le ha detto Renzo una sera a cena.

Corrado si avvicina, tossisce un grumo di imbarazzo. Sembra indeciso sull’esatta sequenza di gesti, come avesse scordato le istruzioni per l’uso. Ma alla fine riesce a comprimere lo spazio tra loro due, e la stringe in un abbraccio goffo, sì, ma intenso.

Ormai dovresti saperlo, Ascanio, il nostro è un lavoro in cui si passa più tempo a elaborare sconfitte che a celebrare vittorie. Avete fatto una scelta: amen, avete fatto bene. È per sempre meglio decidere da che parte andare, quando ci si trova a un incrocio, piuttosto che restare fermi a imbrogliare il traffico.

È una palpitazione tenue, la loro, tentano di convincersi che non capiterà nulla.

Si deve fare ogni cosa come se fosse l’ultima e la più importante.

Chi ti vuole, ti cerca. Non funziona così anche in amore?

“A un certo punto può capitare che si cambi. Anzi, certamente si cambia. Io cambierò. Tu cambierai. E poi? Se le direzioni dei nostri cambiamenti saranno diverse?”
“Cercheremo di cambiare insieme.”

La morte è proprio quella cosa lì, uno strato sottile di polvere sugli oggetti.

“Ti amo.”
“Quanto?”
“Tanto.”
“Non è sufficiente.”
“Tanto che scalerei il Bianco in mutande e maglietta da Superman, per te.”
“Poi?”
“Tanto che il petrolio della Terra non ti scalderebbe quanto un mio abbraccio.”
“Di petrolio ne è rimasto poco.”
“Quanta tutta la birra prodotta da tutto il frumento macinato con tutti i mulini a vento del mondo.”
“Così va meglio.”
“Il vento non finirà mai, e ci sarà sempre un vegetale utile per fare la birra.”
“Si.”
“Il mio amore è rinnovabile ed ecocompatibile.”

Fabio Geda

venerdì 10 maggio 2013

Mother Earth, Father God

I was born on bloody battlegrounds
To the middleman between two realms
The hungry eyes, linger as she twirls
Got her hands lifted to Heaven
And her toes dipped in hell!

Oh Mother Earth, oh Father God
The demons wager on my fall
The greatest trick I'd ever saw
Was then fooling us to think they were next here at all!

Should I be held responsible?
That it's come to this
Was I blindsided after all?
I knew beforehand of the kiss

Oh Mother Earth, oh Father God
The demons wager on my fall
The greatest trick I'd ever saw
Was then fooling us to think they were next here at all!

Should I be held responsible?
That it's come to this
Was I blindsided after all?
I knew beforehand of the kiss
You always warned me of the kiss
I have been chained by the kiss!

Oh Mother Earth, oh Father God
The demons wager on my fall
The greatest trick I'd ever saw
Was then fooling us to think they were next here at all!

Performed by Torres