lunedì 18 maggio 2015

I racconti dell'Ohio

Più riguardo a I racconti dell'Ohio
Nelle strade di periferia del paese, al buio sotto gli alberi, le prendevano la mano e pensava che qualcosa di inespresso che era in lei venisse fuori e si mescolasse con qualcosa di inespresso, che era in loro.

Era uno di quegli uomini in cui la forza creatrice di vita è distribuita e non centralizzata.

Aveva gli occhi castani e da bambino aveva un modo di guardarle cose e le persone, a lungo, senza apparentemente dar segno di veder quello che stava guardando.

Lui non si preoccupa. È uno svitato. Non capisce abbastanza per essere preoccupato.

Se conosceste la campagna intorno a Winesburg, in autunno, quando le basse colline sono spruzzate di gialli e di rossi, capireste il suo stato d’animo.

“L’amore è come il vento che smuove l’erba sotto gli alberi, in una notte scura”, le aveva detto. “Non devi cercare di definire l’amore. È la parte divina della vita. se cercherai di definirlo, di assicurartene e di vivere sotto gli alberi, dove soffiano i dolci venti della notte, il lungo giorno caldo della delusione presto sopraggiungerà e la polvere, sollevata dal passaggio dei carri, inaridirà le labbra infiammate e addolcite dai baci.”

Le ultime parole, quasi, che gli aveva detto suo padre, riguardavano il suo comportamento, una volta giunto in città. “Sii in gamba.”

Sherwood Anderson

Nessun commento: