venerdì 23 novembre 2007

Primo: andare


Accendere: girare la chiave dal basso verso l’alto. Tenere la frizione pigiata. Sentire il rumore che fa il motore nel mettersi in moto. Dare un po’ di gas, quel tanto per ascoltare alcuni giri a vuoto. Poi un leggero gioco di piedi: destro, sull’acceleratore che scende; sinistro sulla frizione che sale. Ed il più è fatto.
Una volta arrivati a questo punto non resta altro da fare che girare lo sterzo, sentire le ruote sull’asfalto e muoversi. La strada poi farà il resto. La musica che passa sull’autoradio aiuterà. E io non mi sentirò più questo angoscioso senso di vuoto, finito, fatto, arrivato al capolinea, e tutt’altro.
Sono in queste giornate che arrivo la sera con la sensazione di aver passato il giorno a caricarmi di roba e di non avere più niente. Come se al supermercato girassi tra gli scaffali, prendessi in mano articoli e articoli e arrivassi alla cassa senza niente nel carrello.
Sento che le forze, quelle che mi hanno aiutato fino ad ora a resistere, a trascinarmi stanco fino alle ferie, stanno per esaurirsi. Ormai non è altro che un agonizzare verso la meta. Un arrancare che alla lunga stanca ancor più del lavorare.
Servisse poi a qualcosa. Il brutto è che so perfettamente quello che mi attende.

4 commenti:

Abby ha detto...

ma ciao!
guarda un po' chi è tornato....
prometto che ora leggo tutto quello che mi sono persa...!!
E.

[tra l'altro, una copia di "Amore e Psiche" è proprio dove abito io...]

Edward S. Portman ha detto...

io sono sempre stato qua...
sei te che eri sparita :)

Edward S. Portman ha detto...

ps. al Louvre mi ci incantai per quasi un'ora...

Abby ha detto...

infatti sono tornata io...!!
e, comunque, vuoi mettere ammirarlo con lo sfondo del lago?!