martedì 24 giugno 2008

NEIL !!!

I-N-C-R-E-D-I-B-I-L-E!!!
Una sola, semplicissima parola: incredibile.
Vedere questo signore salire sul palco, dentro un palazzetto caldissimo come solo un forno al centro dell'inferno, e darci dentro, di brutto, con la chitarra, è qualcosa che ti fa stropicciare gli occhi e dubitare di essere sveglio.
La mancanza dei Crazy Horse mi faceva temere il peggio, ma il grande Nello si è presentato con una trascinante versione di Love And Only Love, dove inizia a cantare solo dopo dieci minuti di assolo iniziale (giusto per far capire che serata sarebbe stata).
Poi, poco prima di tirare un po' il fiato, escano fuori dal cilindro, una di seguito all'altra, Powderfinger e Hey Hey, My My.
E poi i bis: una All Along The Watchtower che solo sotto acido Dylan si potrebbe anche solo sognare (non dico suonare o cantare, no no: proprio sognare, non la potrebbe neppure sognare, immaginare); e la finale Rockin' In The Free World, che Neil termina con la chitarra letteralmente distrutta, con le corde che schizzavano via, come brandelli di carne.
Incredibile: lo avevo visto nel 2001 e l'ho rivisto domenica dopo sette anni, e nonostante questo canta e suona esattamente come ad inizio millennio, o come venti o trenta anni fa.
E pensare: questo grande della musica, questa leggenda, avrà più o meno l'età di mio padre, con la sola differenza che mio padre va a letto alle 22, mentre Neil scorrazza su un palco e si danna l'anima per regalare emozioni a suon di musica e di rock.

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