martedì 3 marzo 2009

Le dita rotte su un Marzo appena iniziato

Spaccarsi le dita, ma è un piacere spaccarmi le dita. Perchè ogni ferita, e ogni rottura, ogni languido dolore che dalle ossa prende d'assalto i nervi e gestisce le conduzioni fino al cervello, è uno spillo, un segnale, stradale e non, che mi indica la via. Percorro piano, adagio, scalando continuamente e cambiando sempre più spesso marcia. Osservo i cartelli, le indicazioni blu, evitando quelli verdi delle autostrade, i marroni dei luoghi storici. Cerco quelli fosforescenti, quelli scarlatti, quelli a cuneo, di Cuneo; cerco i cartelli con il tuo nome, il tuo paese, il tuo luogo. Mi mandano a destra, poi a sinistra, ancora a sinistra, una rotonda, una breve strettoia, sinistra, poi subito destra. Il contachilometri conta. I chilometri. La radio suona. L'aria, fuori, è fredda, e sembra essere tornato l'inverno, con le piogge, i cieli grigi, e il vento. E' marzo, e sul calendario segno (purtroppo) meno uno.

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